Cenni storici

NOTIZIE STORICHE

 

La Storia del Comune di Formigine è raccontata nel sito del comune di Formigine.
Per questo ci limiteremo a trattare la scuola.


  

L’Istituzione Scolastica a Formigine dal passato ad oggi

 

Per avere una scuola confrontabile con quella che attualmente conosciamo, bisogna attendere l’unità d’Italia e, occupandoci di piccoli centri, sia il capoluogo comunaleche a maggior ragione le frazioni, è  opportuno lasciar trascorrere ancora qualche decennio prima di constatare l’assestamento effettivo della istituzione. E prima? Al tempo del Ducato di Modena l’istruzione nelle campagne era affidata alle parrocchie, dove il prevosto stesso o il cappellano insegnavano ai piccoli i rudimenti dell’alfabetizzazione. Si trattava di pluriclassi dove gli alunni, esclusivamente maschi, erano raggruppati non tanto per età, ma a seconda del livellò di apprendimento.

Il primo livello consisteva nell’imparare a maneggiare la matita, dalle “aste”, le famigerate serie di barrette verticali, alle lettere dell’alfabeto.

Il secondo livello prevedeva lettura e scrittura.

A seguire si apprendevano calcolo e grammatica, per finire con gli studi più approfonditi, con materie come: latino, retorica, grammatica superiore.

Nella classe di “calcolo e grammatica” potevano convivere bimbi dai 7 ai 12 anni e oltre.

Naturalmente chi ambiva a titoli di studio faceva riferimento alle scuole cittadine, mentre le scuole di parrocchia, perlopiù, o si limitavano all’alfabetizzazione o indirizzavano al Seminario.

Il centro di Formigine, però, vantava una scuola semipubblica già da antica data.

Nel 1580 venne infatti istituita una scuola comunale.

All’epoca, però, il sapere pratico era considerato preferibile rispetto il sapere teorico ed il numero complessivo degli alunni superava di poco la decina, anche perchè servivano i soldi per pagare il maestro.

Dopo un secolo esatto, nel 1680, un benemerito formiginese, il sig. Giannantonio Piacentini, lasciò una cospicua eredità alla Confraternita di S. Pietro affinché assicurasse l’istruzione gratuita ai ragazzi. Questa scuola venne poi unificata con quella comunale.

Oltre alle solite materie delle scuole parrocchiali, si insegnavano pure le buone maniere, l’igiene personale ed il canto liturgico. Questa scuola funzionò nei locali di via S. Pietro fino all’unità d’Italia.

Anche Casinalbo ebbe una scuola, nata nel 1838 col nome di Opera Pia “Bianchi”, intitolata al possidente filantropo che trasmise in eredità una villa ed un lascito per fondare una scuola di istruzione agraria.

L’edificio ospitò la scuola di Casinalbo fino a pochi anni fa, ed è tuttora collegato alla sede delle nuove Medie “Fiori”.

Per le bambine non esistevano scuole, tranne una istituzione privata a Formigine, dove si insegnava: cucito, ricamo, maglia e, in seconda istanza lettura e scrittura.

Dopo a cambiamenti poco innovativi portati dal regno d’Italia nel 1876 andò al governo la sinistra storica che nei suoi programmi propugnava una scuola laica per tutti che eliminasse l’analfabetismo e potenziasse il sapere tecnico.

Nel giro di pochi anni, anche i piccoli centri ebbero una scuola elementare pubblica, ben presto in competizione con quella privata, che era religiosa e prevalentemente umanistica. Nella scuola Statale invece figuravano anche la storia e le materie scientifiche.

Dapprima il Comune affittava locali adatti e vi insediava gli scolari, organizzati in pluriclassi e con doppi turni.

Formigine ebbe il suo primo edificio scolastico nel 1891, appositamente costruito sul terreno attiguo alla Sala della Loggia.

Formigine, 1919                                                          (Foto Circolo Filatelico Numismatico Formiginese)

La vecchia scuola, intitolata a Giosuè Carducci, crollò in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale e venne ricostruita all’inizio di via Donati, dov’è tuttora.

Entro i primi decenni del XX secolo anche le frazioni ebbero la loro scuola elementare, a partire da Magreta e Casinalbo. Qui le lezioni si svolgevano prima in una stanza della Casalunga.

In seguito furono costruite diverse scuole di campagna, con una o due aule, come a S. Antonio, a S. Gaetano, in via Stradella. Tra Corletto e Tabina continuava ad essere affittata una stanza in una casa colonica per la pluriclasse dei bambini di quella contrada.

Inizialmente l’obbligo era di tre anni di elementari, preceduti eventualmente da un anno di “scuola preparatoria”, gestito dagli asili.

La scuola Media non esisteva nei territorio comunale prima del 1962 quando venne istituito l’insegnamento obbligatorio nella Media Unificata.

A Casinalbo però 1’Opera Pia “Bianchi” consentiva una preparazione professionale mirata all’agricoltura, per tre anni dopo la licenza elementare. 
I giovani del Comune potevano tuttavia frequentare agevolmente le scuole Medie e Superiori di Modena e Sassuolo, dopo l’apertura della ferrovia a fine ‘800, e col potenziamento dei trasporti pubblici. Con l’introduzione dell’obbligo scolastico fino a 14 anni, a Formigine venne aperta una scuola media nei locali ora intitolati a “Tina Henssler” a Casinalbo l’opera Pia “Bianchi” adeguò i suoi programmi a quelli della Media Unica; a Magreta si utilizzarono i locali dell’Istituto “Don Orione” affittati allo scopo.

Per qualche anno anche a Corlo fu operativa una sezione di scuola media, poi trasferita a Magreta.

Le due Presidenze, di Formigine e di Casinalbo—Magreta—Corlo, furono unificate nel 2000.

I plessi scolastici ora sono tre: Formigine in Via Donati, Casinalbo in Via Landucci e Magreta in Via Colombo.

 

 

Curiosità sulla scuola

                                                                      A

Nella scuola “Comunale dei Secoli scorsi”, il maestro riceveva un esiguo compenso prefissato dai capi della Comunità, inoltre gli alunni pagavano una retta per il suo mantenimento.

Anche così, l’insegnante otteneva per il suo stipendio una somma molto modesta, tanto che quasi tutti, dopo un anno, rinunciavano all’incarico. Si preferivano docenti che fossero anche preti, così arrotondavano il salario coi compensi delle messe, oppure organisti, in modo da prevedere altre entrate per far quadrare il bilancio.

B

Nella prima metà del novecento, le “maestrine” erano generalmente figlie di famiglie borghesi di città. Al primo incarico venivano generalmente mandate nelle scuole rurali. Si avvicinavano alla loro sede col treno, poi percorrevano a piedi la strada che le separava dalla scuola, che non di rado era di un paio di chilometri. Talvolta restavano a dormire presso una famiglia che le ospitava.

C

L’evasione scolastica era altissima negli anni ’20. Successe  anche questa: due bambini, alunni della stessa classe per un anno, non si incontrarono mai sui banchi di scuola. Come fu possibile? Uno era figlio di contadini e con la buona stagione aiutava i suoi nel lavoro dei campi, frequentando solo d’inverno. L’altro abitava distante dalla scuola e col gelo era tenuto precauzionalmente a casa: andava a scuola solo col caldo. Così i due non si videro mai.

 

Redatto  dal Professor Francesco Bernabei, in collaborazione con l’Associazione di Storia Locale “E. Zanni”.